LinkedIn pubblica un elenco speciale delle”Top Voices” di professionisti della salute che aprono la strada a COVID-19

LinkedIn ha annunciato un’edizione speciale dei suoi elenchi “Top Voices”, questa volta incentrato sulla messa in evidenza degli esperti di salute che condividono le loro conoscenze ed esperienze in mezzo alla pandemia di COVID-19.

Come spiegato dall’editore di LinkedIn in Capo Daniel Roth :

” Ogni anno, la nostra lista delle migliori voci espone i professionisti i cui post, video, articoli e commenti danno vita a conversazioni di qualità nei loro settori. Questa lista delle edizioni speciali presenta gli esperti sanitari che stanno illuminando LinkedIn proprio ora per coprire COVID-19 – condividendo cosa stanno vedendo, cosa verrà dopo e offrendo spunti su ciò che tutti noi possiamo e dobbiamo fare “.

L’elenco è stato anche pubblicato in coincidenza con la Giornata mondiale della salute dell’Organizzazione mondiale della sanità e cerca sia di pagare credito sia di promuovere le persone che cercano di aiutare il pubblico a capire meglio cosa sta accadendo in risposta alla pandemia globale.

12 esperti selezionati provengono da una vasta gamma di settori medici.

È un buon modo per rendere omaggio a coloro che lavorano in prima linea in una delle crisi più significative della storia, aiutando anche gli utenti di LinkedIn a connettersi alle voci pertinenti da seguire per gli aggiornamenti sulle ultime notizie e gli avanzamenti nella cura e lotta al coronavirus.

Puoi scoprire di più sulle migliori voci di LinkedIn per la salute vai qui o segui l’ hashtag #LinkedInTopVoices sulla piattaforma per rimanere in contatto con la conversazione.

Migliora la tua Rete su LinkedIn: come?

Con la quarantena la rete si scatena? Forse, ma intanto puoi ottimizzare questo tempo per utilizzare al meglio un social professionale che potrebbe anche cambiarti la vita lavorativa o trovartene una….

LinkedIn è il social network dove creare una rete di contatti e collaborazioni professionali e anche per trovare nuove opportunità lavorative.

Questo lo rende profondamente diverso da altri social come Facebook: la rete da costruire su LinkedIn non deve basarsi su amicizie, hobby e interessi personali, ma deve rispecchiare il contesto lavorativo in cui operi e il network di conoscenze e competenze che negli anni hai costruuto. E ovviamente creare le basi per il suo sviluppo futuro.

Questo ultimo punto è fondamentale: LinkedIn non è uno strumento virtuale bensì è un mezzo reale, concreto e davvero utile, anzi fondamentale, per creare e fare evolvere la propria rete professionale.

Una nota introduttiva: sulla rete LinkedIn, le persone (quelli che altrove si chiamano Amici) sono chiamate “Collegamenti” e possono essere di tre gradi; questo numero viene sempre indicato con un’icona accanto al nome del collegamento stesso:

  • 1° grado: persone con le quali si è collegati direttamente accettando esplicitamente l’invito dell’altro. Possono essere contattati direttamente ad esempio inviando un messaggio su LinkedIn.
  • 2° grado: persone collegate ai propri collegamenti di primo grado. È possibille inviare a queste persone un invito (cliccando su Collegati) o contattarle attraverso un messaggio InMail.
  • 3° grado: persone che sono collegate ai collegamenti di secondo grado.

Maggiori saranno i collegamenti di primo grado, maggiori saranno di conseguenza quelli di secondo e terzo grado. Il numero di connessioni influisce sul ranking e quindi sulla visibilità di chi non è ancora un collegamento di primo grado ovvero un potenziale cliente, un partner, un recuiter, ecc.

Avere almeno 500 collegamenti di primo grado è già un buon inizio.
Vi presentiamo qui 5 buoni consigli per migliorare la tua rete, partendo dai collegamenti di primo grado.

1. Anzitutto presentati bene

Si tratta di lavoro quindi devi avere un profilo più istituzionale che su altri social:

  • Presentati con una foto professionale.
  • Un curriculum vitae dettagliato ma al tempo stesso non troppo lungo.
  • Indica l’area geografica: in questo modo, se rilevante, anche l’aspetto geografico sarà incluso nella ricerca di un recruiter a caccia di candidati o di un cliente in cerca di un servizio professionale nelle vicinanze.
  • Inserisci nel CV tutte le info per renderti “trovabile”: scuola, aziende, interessi, ecc.

2. Presta attenzione all’headline e all’URL

È bene che l’headline, ovvero le due righe di presentazione sotto il tuo nome, siano chiare e forniscano informazioni utili.
Chi effettua la ricerca di un professionista non ha magari il tempo di soffermarsi su tutti i dettagli del profilo, per cui questa brevissima descrizione, può fornire un’idea chiara delle proprie competenze o dei servizi offerti e può quindi fare la differenza nel veicolare traffico.

Inoltre è bene personalizzare anche l’url del proprio profilo Linkedin: come l’url delle pagine di un sito web, quello relativo al profilo Linkedin deve essere chiaro, “pulito” e conciso, con il tuo nome (o opzionalmente una parola chiave capace di identificarti): http://it.linkedin.com/in/TUONOME.
Modificare questo parametro è semplice: “Modifica il tuo profilo pubblico” sulla destra e, nella pagina che si aprirà, cliccare sulla matita accanto all’URL del profilo pubblico.

Anche se sembra un’azione che non ha un grosso peso, questa fa parte di diritto dei trucchi linkedin che ti consentono di far crescere il tuo network.

3. Ottimizza anche il riepilogo del tuo profilo

Ci sono ben 2000 caratteri a disposizione: vanno usati in maniera intelligente per parlare di te, di quello che sei capace di fare, di quello che puoi offrire e sopratutto del perché chi legge dovrebbe interessarsi al tuo profilo piuttosto che a quello di altri.
Non ha quindi senso fare il riassunto di quello che è già scritto successivamente nel CV, bensì quello che dal CV non si evince: punti di forza, interessi, motivazioni, la chiave di lettura da usare per capire cosa rende il tuo CV diverso dagli altri e al tempo stesso ciò che può suscitare interesse in chi legge, a incuriosirlo a leggere i dettagli del CV o anche indurlo a chiederti il contatto.

Presta anche un minimo di attenzione alla SEOinserisci le parole chiave che rappresentano la tua attività e che si ritrovano anche nella headline del profilo.

4. Punta alla qualità delle connessioni

Invita e accetta collegamenti legati al tuo ambito di business, settore, base clienti, interessi.
Non gli amici, per quello c’è Facebook.
Hai vari modi:

  • Importa i contatti dalla rubrica
  • Segui i Suggerimenti di LinkedIn, solitamente basati su connessioni o interessi in comune
  • Segui la buona norma di invitare su LinkedIn i nuovi contatti appena conosciuti, immediatamente dopo una riunione o un evento
  • Avvia connessioni con persone che magari non conosci personalmente ma ritieni rilevanti per il tuo lavoro. E’ possibile farlo con i collegamenti di secondo livello. In tal caso scrivi magari due righe che spiegano la ragione della richiesta di contatto invece dell’invito generico
  • Nel caso sia complesso collegarti, puoi chiedere a un collegamento condiviso di presentarti (trovi l’opzione sotto Connetti)

5. Renditi “visibile” attraverso la content curation

La rete di Linkedin ti segue se ti riene un esperto nel tuo specifico settore. È quindi chiaro che non sarà un selfie a rendere il tuo profilo Linkedin più attraente!

Linkedin permette di pubblicare del testo (ad esempio citazioni di professionisti famosi), foto, video, link del proprio blog o di altri.
La regola è semplice: sii utile al tuo network. I tuoi contatti decidono di seguirti perché sei interessante, sempre aggiornato, utile nel segnalare argomenti interessanti (content curation), e quindi in sintesi per aiutarli a crescere professionalmente. Ma non limitarti alla condivisione di notizie di terzi, avvia post e scrivi articoli. Quest’ultima opzione ti permette di scrivere più testo e poter approfondire così argomenti che riguardano il tuo settore, sfruttala!
Questo è un buon modo per crearti un’immagine autorevole in un settore o per rendere il tuo profilo più attraente per recruiter e clienti. Si tratta di personal branding.

Prima di lasciarti ti informo sull’ultima novità Linkedin 2019, che ti farà capire ancora di più quanto sia importante anche per questo canale fare rete! LinkedIn ha infatti introdotto la possibilità di interaggire con i post attraverso le reaction (in pieno stile facebook). Le reaction ci permettono un’espressione più ampia, attualmente quelle aggiunte sono: festeggia, cuore, geniale, interessante e resta il caro “consiglia”.  LinkedIn ha preso nota delle esigenze degli utenti, dando loro una possibilità più ampia di esprimersi.

Metti in pratica questi suggerimenti e dopo un pò di tempo monitora chi visita il tuo profilo.
In questo modo capirai se sei sulla strada giusta per migliorare la tua rete o individuare altri trucchi per migliorare la tua visibilità su Linkedin.

10 strumenti per aiutarti a generare idee di contenuti più coinvolgenti per il tuo blog

Stai faticando per trovare nuove idee per i contenuti? Hai bisogno di aiuto per creare contenuti coinvolgenti da condividere con lettori e follower?

Il team di Red Website Design  condivide 10 strumenti per aiutarti a generare idee per i contenuti del blog con questi tool.

Ecco cosa riporta l’elenco:

Controlla l’ infografica per maggiori dettagli.

Le sveltine piacciono

YouTube Shorts: così Google si prepara a farà concorrenza a TikTok.

Secondo quanto riportato dal sito The Information, l’app di YouTube avrà un feed apposito in cui gli utenti potranno sfruttare un enorme catalogo musicale (di cui Youtube stessa possiede la licenza) per creare video originali, è una volta pubblicati questi compariranno nella home page come già avviene, ad esempio, con le storie di Instagram o Snapchat.

I tentativi di superare TikTok fino ad ora non sono certo mancati, tuttavia nessun’altra app è stata in grado di raggiungere un successo simile e quello di YouTube sembrerebbe essere lo sforzo più importante per frenarne l’ascesa.

La strategia attualmente più gettonata è che YouTube voglia puntare sui suoi milioni di creators per generare attesa e attenzione su Shorts, sperando che gli oltre 2 miliardi di utenti mensili inizino a usare la funzione in modo continuo.

Ancora non sono stati rilasciati dettagli sulla possibile data di uscita, ma si pensa entro la fine dell’anno.

Che ne pensate?

Sarà la volta buona o finirà come Google Plus?

(Che per chi se lo fosse dimenticato, è stato chiuso da non troppo tempo fa)

Come organizzare un piano di comunicazione social

Gestire un piano di comunicazione sui social media non è semplice, c’è necessità di un’organizzazione puntuale. Soprattutto, hai bisogno di una strada ben definita da seguire. Altrimenti rischi di investire risorse senza un reale ritorno di ciò che hai messo sul piatto. Sto parlando di ROI, acronimo di Return of Investment.

D’altro canto, questo è un motivo in più per muovere i tuoi passi pensando esattamente a ciò che si deve attivare per non improvvisare. Chi decide di essere presente su Facebook o Twitter con un piano di comunicazione sui social network deve procedere attraverso passaggi ben precisi e irrinunciabili.

Quali sono? Esiste una scaletta da seguire per definire i pilastri di una buona comunicazione online? Ecco lo schema chiaro per impostare un lavoro produttivo, basato sui risultati e sull’analisi preventiva delle azioni da introdurre. In modo da limitare improvvisazioni e attività inutili. Da dove iniziare?

Chi vuoi raggiungere

Questo è uno dei punti essenziali per organizzare un piano di comunicazione per Social network: definire il target di riferimento. Se non sai quale settore raggiungere comunichi ignorando completamente il pubblico, e questo è un problema evidente perché rischi di ritrovarti con un messaggio lanciato nel vuoto.

La definizione del target è il primo passo per la tua attività di social media marketing e per lavorare al meglio puoi usare uno strumento sempre valido. Sto parlando delle buyer persona, vale a dire gli archetipi che dovrebbero rappresentare il tuo target con delle caratteristiche ponderate (anche se ipotetiche).

Quali strumenti usare

Il piano di social media marketing non può essere improvvisato quando lavori con la tua attività aziendale. Il primo passo da pianificare riguarda il target, il secondo si riferisce alle realtà da presidiare online.

Facebook è una scelta quasi obbligata, ma Instagram è realmente utile? E Twitter? Pinterest può essere una soluzione interessante?

Tutto dipende dalle abitudini del tuo pubblico (dove si trova e crea le community di riferimento?) ma anche dalle caratteristiche del tuo brand.

Il motivo di questa riflessione? Non sempre c’è una buona propensione al codice comunicativo del social. Prendi come riferimento il visual, devi sempre valutare in che modo ottenere il massimo. E a volte è necessario rinunciare alla presenza.

Spesso una determinata piattaforma, soprattutto se non hai i contenuti giusti, può essere una condanna per il tuo brand online. Chi ti aiuta a prendere questa decisione in autonomia? La risposta è semplice: il piano di comunicazione sui social network che hai organizzato con la massima attenzione possibile.

Quali obiettivi ottenere

Sei sui social per un motivo specifico: aumentare i profitti attraverso un buon lavoro di content marketing sui social media. Questa è la base di partenza per tutti, ogni azienda che inaugura un profilo ufficiale o una pagina su queste piattaforme vuole monetizzare e fatturare di più.

Un piano di comunicazione sui social deve affrontare questo processo e comprendere i passaggi intermedi, gli obiettivi che fanno da passaggio per la conversione. Come la brand awareness che consente di far conoscere e ricordare la marca nel tempo. Questo avviene con una buona programmazione di contenuti utili, un passaggio che dà buoni risultati anche se vuoi creare una community fedele e costante.

Come agevolare il lavoro

Una fase importante del piano di comunicazione sui social: quali sono gli strumenti da mettere in campo per migliorare i flussi? Puoi pensare a Hootsuite per analizzare le pubblicazioni e Tweetdeck per gestire le attività su Twitter. Poi Buffer è perfetto per pianificare su tutte le piattaforme.

Inoltre c’è Spidwit che ti dà un grande supporto per la scelta dei migliori contenuti da proporre a fan e follower dei social. Chi gestisce queste realtà sa bene che deve creare un buon equilibrio per mantenere alta l’attenzione. Non sempre si trova il tempo per organizzare la propria attività di content curation, per questo Spidwit può essere utile per trovare il link o l’immagine da pubblicare.

Gli obiettivi del tuo piano di comunicazione sui social – sproutsocial.com

Cosa pubblicare sui social

Il cuore del tuo progetto editoriale e del piano di comunicazione: cosa inserire nella timeline quotidiana? In questo caso si attiva un lavoro strutturato capace di gestire al meglio uno dei documenti più importanti per la presenza online di un’azienda: il calendario editoriale. Di cosa sto parlando esattamente?

Con questo termine s’intende un documento capace di riassumere tutte le pubblicazioni da gestire nel corso delle settimane e dei mesi. In questo modo puoi avere una visione d’insieme ben strutturata, capace di allineare le pubblicazioni con gli obiettivi da raggiungere. E ottimizzare il rapporto tra impegno e risultati. Soprattutto se a tutto questo aggiungi un ulteriore tassello: un investimento pubblicitario.

Vuoi vendere con i social network magari aggiungendo dei post prettamente commerciali al tuo calendario? La soluzione ideale è l’advertising. Che però non deve influenzare il grande lavoro di content curation che porti avanti per alimentare il tuo pubblico, sempre alla ricerca di materiale utile.

Analisi dei dati per migliorare

Qual è la fase decisiva per capire se le operazioni messe in campo possono essere definite utili? In una pianificazione strategica della tua attività social non deve mancare la fase di analisi dei dati, i risultati che hanno incassato i tuoi post migliori e peggiori. Il motivo che ti spinge a lavorare così è chiaro.

Devi capire ciò che funziona e i passaggi che, invece, non devono rientrare più nella tua attività editoriale. Se vuoi iniziare a lavorare seriamente nel mondo del social media marketing il piano di comunicazione deve indicare la strada. E prevedere un momento di analisi per riflettere su cosa fare.

Il tuo piano di comunicazione sui social

Quali sono i dettagli imperdibili, secondo te, per creare un buon documento di pianificazione editoriale? In questo articolo trovi una serie di indicazioni che fanno parte della buona base di partenza, una struttura universale e adatta a ogni esigenza. C’è la possibilità di personalizzare e declinare questi passaggi? Certo, e sono sicuro che la tua esperienza sarà decisiva.

LinkedIn offre corsi di mindfulness gratuiti su social. Aiutano le persone ad affrontare i lockdown da COVID-19

Dopo aver annunciato il mese scorso  che avrebbe reso disponibili gratuitamente una serie di corsi di apprendimento di LinkedIn per aiutare coloro che si occupano degli impatti della pandemia di COVID-19, questa settimana il social ha delineato sei corsi gratuiti che possono fornire supporto mentale e consapevolezza, orientamento per coloro che lavorano per adattarsi al nuovo equilibrio lavoro / vita privata.

Come spiegato da LinkedIn :

“Nell’ultimo mese, il triplo di persone in più ha visto corsi di mindfulness e gestione dello stress su LinkedIn Learning rispetto al mese precedente. Perché? Bene, riteniamo che sia sicuro presumere che le persone siano alla ricerca di modi per navigare in questa nuova normalità. tra lavoro e sfera privata sono più sfocati che mai. Tutta la famiglia è sempre a casa, i nostri amici e colleghi sono fisicamente distanziati e i luoghi in cui andiamo a fare il pieno e ricaricare (aka caffetteria preferita, corso di fitness, luogo di culto, ecc.) sono chiusi. E probabilmente il più impegnativo di tutti, non siamo sicuri di quanto durerà”. 

In effetti, gli impatti psicologici dei blocchi da COVID-19 saranno significativi, e vale la pena notare questo nelle tue risposte, anche se non pensi che ti influenzerà troppo.

Perdere anche le cose di base, come parlare faccia a faccia con gli amici, è un cambiamento significativo e può avere un impatto sulla tua salute mentale. E come osserva LinkedIn, senza vie regolari attraverso le quali cerchi sollievo dallo stress, ci saranno sfide da affrontare. Vale la pena prendersi il tempo di considerare questi aspetti e vedere come è possibile mitigare tali impatti ove possibile.

LinkedIn ha delineato sei corsi di apprendimento di LinkedIn che vale la pena considerare a questo proposito:

Alcuni di questi potrebbero sembrare un po’ ‘”new age” per i tuoi gusti, ma mentre i blocchi da COVID-19 si trascinano, vale la pena considerare i modi in cui puoi gestire la tua salute mentale e ridurre lo stress di questi tempi incerti.

Oltre a ciò, LinkedIn ha anche reso disponibili molti altri corsi di LinkedIn Learning relativi alla situazione attuale:

LinkedIn Learning offre alcuni ottimi corsi e se hai del tempo libero a disposizione a causa dei blocchi o stai cercando di migliorare le tue abilità per perfezionare la tua situazione, vale sicuramente la pena dare un’occhiata e vedere cosa c’è in offerta.

Sono gratuiti, puoi anche dare un’occhiata. Potrebbero aiutarti a attingere a qualcosa di nuovo o scoprire un’opportunità di cui non eri a conoscenza in precedenza.

Puoi controllare tutti i corsi di apprendimento LinkedIn disponibili e iniziare un mese di prova gratuito per i nuovi arrivati, qui.

Come preparare, proporre, promuovere e post-produrre un webinar

In questi giorni, in cui molti eventi, convegni e incontri formativi sono stati annullati o rimandati, molte organizzazioni hanno iniziato a proporre webinar on-line.

Data l’importanza che tali strumenti stanno assumendo vogliamo proporvi questo interessante spunto, con alcune indicazioni pratiche per preparare, proporre, condurre e valutare webinar.

Preparare il webinar

Il primo passo per realizzare webinar efficaci è la preparazione. Di seguito alcune indicazioni formulate per punti.

Circoscrivere l’argomento da affrontare. Conviene scegliere un argomento definito: è più facile esplorare i contenuti di un tema nuovo se non si esagera con informazioni generali, se non si introducono troppe informazioni di inquadramento e se si focalizzano gli elementi essenziali.

Preparare la scaletta dei punti da affrontare. Lavorando a distanza non è facile tenere il filo e l’attenzione: conviene preparare la scaletta dei punti che verranno trattati così da aiutare chi prende parte al webinar ad orientarsi e a seguire un piano di lavoro. Nel corso della conduzione – come vedremo più avanti – sarà poi essenziale tornare più volte a riproporre la scaletta, articolando l’argomento che si vuole affrontare e aiutando le persone a ritrovare il punto che si sta trattando e a metterlo in relazione con gli altri.

Identificare specifiche micro-attività. Per mantenere l’attenzione e favorire l’apprendimento a distanza – per ciascun punto che si intende affrontare – è opportuno preparare piccole attività da proporre a chi partecipa al webinar. Può essere sufficiente aver pronte alcune domande per i diversi punti che si affronteranno, o chiedere di interagire via chat su specifici passaggi, o anche sollecitare le persone che partecipano ad esprimere i propri punti di vista. Ciò che conta è spezzare il flusso unidirezionale riagganciando continuamente l’attenzione e l’attivazione, per favorire un processo attivo di apprendimento.

Simulare la conduzione. Una volta messi a fuoco i contenuti conviene fare una rapida prova del tempo richiesto per svilupparli e collegare a ciascun passaggio le sollecitazioni operative che si sono immaginate. La simulazione consente di calibrare la proposta ed eventualmente di riconfigurarla.

Co-condurre aiuta. Condurre una formazione a distanza è per molti aspetti più complicato di quanto non sia farlo in presenza. È più difficile mantenere il contatto visivo, raccogliere e interpretare le comunicazioni non verbali, i cenni di assenso, di perplessità, l’intenzione di porre una domanda che a volte traspare da una leggera tensione nello sguardo e nel volto. Può aiutare, allora, fare come i piloti d’aereo e condurre in coppia il webinar. Uno dei due formatori potrà seguire il flusso della scaletta formativa, le slide, la condivisione dello schermo, l’altro potrà prestare attenzione alla chat e ai gesti dei partecipanti per cogliere ciò che diversamente resterebbe inespresso.

Stabilire data e durata. Vi sono poi alcune attività che sono essenziali per passare alla successiva fase di promozione del webinar. In particolare la scelta del momento è importante, sia che si tratti di una proposta aperta, sia che si tratti di una sessione formativa rivolta ad esempio all’interno di una organizzazione. La durata dovrebbe essere contenuta (un’ora?) in considerazione del fatto che la formazione a distanza (la formazione in generale) è un’attività impegnativa. Quanto al giorno e all’ora, può essere d’aiuto collocare la formazione in momenti meno oberati da richieste o più facilmente liberabili da impegni. Decisamente non al centro della mattinata o del pomeriggio o il lunedì mattina.

Preparare il modulo di registrazione. In fase di preparazione è importante predisporre il modulo per l’iscrizione. Se il webinar verrà promosso via mail e via social e si vuol avere idea di quante persone parteciperanno, se si vuole avere un’email o un cellulare per poter attivare un secondo canale di contatto, per inviare aggiornamenti e se si vogliono raccogliere aspettative o richieste, allora il modulo – sempre breve e di rapida compilazione – diventa uno strumento essenziale.

Preparare il questionario di soddisfazione. È bene non trascurare un ultimo passaggio che consente di attrezzarsi per la conduzione del webinar: la predisposizione di un breve questionario per raccogliere feedback e ritorni da coloro che prenderanno parte al momento formativo. Presenteremo un possibile formulazione del questionario nel quarto punto del presente contributo.


Proporre il webinar

Il secondo passo per realizzare webinar efficaci è la promozione. Di seguito alcune indicazioni formulate per rapidi punti.

Individuare un titolo accattivante. Non si giudica un webinar dal titolo, ma un titolo accattivante favorisce la partecipazione. Per catturare l’attenzione e incuriosire il titolo dovrebbe essere breve e incisivo, chiaro rispetto a quelli che saranno i contenuti e capace di attivare la voglia di imparare qualcosa di nuovo.

Preparare la cartolina promozionale. Se i webinar sono più d’uno e lo spazio sulla cartolina scarseggia si può decidere di trasformarla in una locandina. Il nuovo spazio guadagnato permetterà anche di essere (un poco) più prolissi nel raccontare quello che accadrà durante l’incontro.

Lanciare e rilanciare la promozione. Per promuovere il webinar avete a disposizione tutti i canali di comunicazione dall’email, ai messaggi istantanei, ai social. Il consiglio è quello di evitare il semplice copia-incolla dell’invito su tutte le piattaforme ma di preparare piuttosto un testo da adattare, anche in minima parte, alle caratteristiche di ognuna. Per quanto riguarda la propagazione via social è importante identificare tre o quattro hashtag ben focalizzati che permettano al post di essere trovato dagli utenti interessati a seguire specifici argomenti.

Inviare un promemoria 15 minuti prima dell’inizio del webinar. Molte persone trovano utile una mail o un messaggio che ricordi che di lì a poco inizia il webinar. Si tratta di un servizio di attivazione, che richiama l’attenzione e rende più semplice per tutti agganciarsi alla videochiamata. I vari strumenti dedicati generano solitamente un link diretto alla sessione che si può incollare nel promemoria consentendo a tutti di unirsi con un semplice click.


Promuovere la partecipazione

Il terzo passo – il momento chiave – è la realizzazione vera e propria del webinar. Di seguito alcune indicazioni che ripercorrono i passaggi essenziali. Una nota introduttiva: se il webinar prevede molti partecipanti o se è impegnativo, conviene attivare una co-conduzione. Una facilitatrice o facilitatore conduce la parte e relativi contenuti e spiegazioni, una seconda figura fornisce il supporto: predisposizione di domande, sostegno diretto a chi incontra difficoltà, predisposizione dei materiali, raccolta di domande. La doppia conduzione può davvero fare la differenza: in particolare nei webinar di discussione è utile a tracciare quanto emerge dal confronto fra i partecipanti.

Accogliere le persone che partecipano. Nella conduzione del webinar è fondamentale l’interazione con le persone che si collegano. Certamente i grandi numeri non consentono lo stesso scambio che può essere curato con piccoli numeri. In ogni caso è importante che chi conduce accolga le persone che si collegano (per questo come dicevamo sopra spesso si lavora in doppia conduzione, con una seconda figura che svolge un’attività di supporto). Per questo è bene aprire il collegamento con una quindicina di minuti di anticipo e salutare le persone che entrano in connessione.

Presentare le principali funzionalità della piattaforma. Il momento dell’accoglienza oltre che alle presentazioni dei partecipanti via via che si connettono, può anche essere utilizzato per illustrare le funzionalità essenziali della piattaforma che ospita il webinar. Non tutte le persone infatti sono necessariamente esperte o si sanno orientare con destrezza nell’ambiente tecnologico utilizzato per la formazione a distanza. Si tratta di spiegare come mettere in muto il microfono, come utilizzare la chat pubblica o la messaggistica diretta fra partecipanti, come scaricare la chat sul proprio computer.

Concordare se registrare o meno la sessione formativa. Sia per poter attestare l’attività formativa online, sia per poter rendere successivamente disponibile la sessione formativa, può accadere che si decida di registrare il webinar. In questo caso è fondamentale chiedere il consenso alle persone che partecipano, anche chiedendo che venga espresso per iscritto sulla chat. Vale la pena segnalare che alcune piattaforme (Zoom ad esempio) consentono la registrazione escludendo la ripresa di chi partecipa.

Avviare il webinar illustrando il programma formativo. L’avvio del webinar avviene con l’illustrazione degli argomenti e per poi entrare nel merito dei singoli punti previsti dal programma formativo della sessione. L’illustrazione del programma e la ripresa man mano che si procede dei passaggi svolti e da svolgere, aiuta chi prende parte alla formazione a collocarsi dentro un itinerario. La formazione a distanza è soggetta a diverse distrazioni: ciascuno vi prende parte in ambienti diversi, non sempre tranquilli, sottoposto interruzioni e a distrazioni non evitabili. Disporre di un tracciato, richiamarlo, aiutare a ricollocarsi e a mantenere il filo, offrire una mappa facilita i processi di apprendimento.

Chiedere ai partecipanti di interagire e di sperimentare. Un modo per avere feedback immediati sulla ricezione e l’elaborazione di quanto si sta presentando e per riattivare l’attenzione è chiedere ai partecipanti di attivarsi. Si può chiedere di rispondere a domande di attivazione o di formulare domande. O anche di rispondere a un rapido questionario. O anche di segnalare un link utile. O un pensiero… L’importante è promuovere la partecipazione attiva.

Raccogliere domande. Si tratta di un modo semplice e immediato per sollecitare la ripresa dei contenuti, la loro riconsiderazione e riorganizzazione. La chat in questo senso aiuta, favorisce infatti l’espressione di diversi contributi, attiva il confronto, stimola lo scambio e la condivisione di pensieri.

Ricapitolare. Per chiudere vale la pena dedicare un momento veloce a riprendere i punti importanti trattati così da offrire nuovamente una visione generale degli argomenti affrontati nella sessione. Per chiudere sono importanti tre rapidissimi passaggi.

Ricordare la possibilità di scaricare la chat. Prima di chiudere il collegamento, se la chat è stata particolarmente ricca, e anche per non perdere gli scambi intercorsi in privato fra chi ha preso parte al webinar, è bene ricordare la possibilità di esportare il file con tutti i messaggi scambiati; file utile per ragioni attestative e per le note alle quali si potrebbe dover ritornare.

Proporre il questionario. Il questionario di soddisfazione che avete preparato nella fase illustrata in precedenza, viene proposto ai partecipanti direttamente come link in chat. Essendo breve, in un paio di minuti può essere completato e fornire le indicazioni che verranno esaminate successivamente (riprendiamo il punto poco più avanti).

Salutare e ringraziare. Ultimi, ma fondamentali passaggi, sono i saluti e i ringraziamenti a chi ha partecipato. Con i saluti si chiude anche l’eventuale registrazione e si procede, una volta che i partecipanti hanno lasciato la sessione, a terminare il webinar.


Post-produrre

Terminato il webinar è importante mantenere aperto il contatto con i partecipanti per raccogliere opinioni, suggerimenti, domande non espresse durante la diretta o semplicemente elaborate una volta conclusa.

Eventualmente sistemare la chat. Se la chat prodotta nel corso del webinar è ricca di spunti, contiene link, indicazioni, pensieri e suggerimenti… allora vale la pena condividerla e inserirla tra i materiali da inviare a chi ha partecipato e a chi si era iscritto e per qualche ragione non è riuscito a collegarsi.

Inviare materiali, link, slide, contatti, foto o risposte. A volte la ricchezza di quello che succede in formazione non è condivisibile nel tempo del webinar. A volte si promettono materiali, sintesi, resoconti, pdf o link che non si hanno a pronta mano. Per questo è piuttosto frequente che al termine di un webinar sia opportuno inviare una mail a tutte le persone che vi hanno preso parte o che intendevano farlo per condividere materiali utili. L’invio della mail consente o può essere motivato dall’esigenza di inviare il questionario di soddisfazione o il calendario dei successivi appuntamenti.

Ringraziare. È fondamentale inviare una mail di ringraziamento. Sarà eventualmente questa mail che consente di inviare – insieme al questionario di cui diciamo nel punto successivo – eventuali materiali, link e la chat scaricata.

Acquisire il questionario. Anche se il questionario è stato proposto in chiusura della sessione webinar, vale la pena inviarlo di nuovo via mail, rendendolo disponibile alle persone che potrebbero non averlo potuto compilare. Il modo più semplice per farlo è predisporre un piccolo questionario di valutazione, utilizzando strumenti agili e gratuiti come Google Moduli. Poche domande, l’impegno massimo da chiedere ai partecipanti non dovrebbe superare i cinque minuti. La struttura che suggeriamo prevede quattro domande in totale, due chiuse e due aperte. Il questionario può essere inviato con una email di ringraziamento (avendo l’accortezza di rispettare la privacy dei partecipanti inserendo tutti gli indirizzi in copia nascosta). La mail può anche essere l’occasione per inviare il programma aggiornato delle proposte webinar, un modo prima per rilanciare la partecipazione e poi, una volta ricevute le risposte, per dare seguito alle eventuali domande lasciate.

Valutare i ritorni del questionario. Per considerare possibili spunti di miglioramento è essenziale l’esame del questionario e la riconsiderazione del webinar condotto.


Per continuare…

Abbiamo provato a mettere in ordine alcuni spunti dalla nostra esperienza. Naturalmente le indicazioni e suggerimenti utili sono incredibilmente di più. E anche le osservazioni critiche, i disappunti, le cose che non vanno, o non vanno in modo soddisfacente. Non esitate a segnalarci quello che ritenete possa essere di aiuto: considereremo tutto con attenzione e restituiremo a tutti le nostre riflessioni.

Marketing sanitario e social media

Vuoi iniziare a fare marketing sanitario sui social media, ma non sai da dove cominciare? Per molte aziende e professionisti del settore medico-sanitario quella dell’health marketing è una realtà già consolidata.

I social media ti permettono di accorciare notevolmente le distanze con i tuoi potenziali pazienti, di comunicare con loro in modo più diretto e di costruire relazioni basate sulla fiducia. E nell’ambito medico, la fiducia è un fattore fondamentale.

Se lavori in questo settore, con una buona strategia di social media marketing sanitario, sarai in grado di rafforzare la tua reputazione sia online che offline e potrai sfruttare gli strumenti che hai a disposizione per raggiungere facilmente nuovi utenti.

Perché l’health marketing sui social media funziona? Come iniziare a costruire una strategia vincente? Scopriamolo insieme.

Health marketing e comunicazione sanitaria sui social media

Diciamolo, non è cambiato molto dai tempi in cui non esistevano i social network. Ancora oggi, i pazienti cercano soluzioni ai propri problemi basando le proprie scelte sul passaparola e sulle recensioni.

Gli utenti sono abituati ad informarsi e lo fanno molto più di prima. Sono pronti a cercare consigli e si lasciano facilmente influenzare dall’opinione “di chi c’è già stato” o di chi “lo ha già provato”.

Secondo una statistica di Bright Local, 9 italiani su 10 ritengono utili le informazioni fornite da altri utenti sul web. Soprattutto in ambito medico, non è tanto il parere del parente o dell’amico a fare la differenza quando si tratta di scegliere a chi affidarsi, quanto piuttosto quello degli utenti che hanno valutato e recensito un servizio.

Per questo motivo, è importante costruire una solida reputazione sia online che offline. Il tuo studio medico è certamente il centro nevralgico della tua attività, ma i social media sono il canale attraverso cui farla crescere.

Se vuoi comunicare al meglio con i tuoi pazienti, con gli altri operatori del settore o con le strutture sanitarie, intercettare nuovi potenziali pazienti e migliorare la tua reputazione, il social media marketing fa al caso tuo.

Quali sono i vantaggi del social media marketing sanitario?

Come avrai intuito, sempre più utenti cercano in rete informazioni sulle patologie, sulle cure e sui servizi, confrontando costantemente le diverse offerte del mercato e valutando autonomamente a chi rivolgersi.

In questo senso, è fondamentale che i social media diventino un canale attraverso cui valorizzare al massimo la propria attività offline, un mezzo potente per migliorare l’esperienza offerta ai propri pazienti.

In poche parole, i social media ti consentono di:

  • comunicare in modo diretto con i tuoi pazienti;
  • costruire relazioni durature;
  • lavorare sulla tua brand awareness e sulla tua brand reputation;
  • condividere contenuti in target e utili per i tuoi utenti;
  • coinvolgere maggiormente la tua audience;
  • fidelizzare gli utenti che ti seguono e raggiungerne di nuovi.

Strategie di marketing sanitario: tutti i consigli per iniziare

Se il tuo obiettivo è distinguerti da altri professionisti del settore e ampliare il tuo bacino di utenza, è fondamentale che tu costruisca una buona strategia di marketing sanitario.

Quindi, prepara carta e penna. Ecco alcuni consigli utili per iniziare a costruire la tua strategia di health marketing sui social media.

Effettua una ricerca di mercato

Chi sono i tuoi concorrenti? Ci sono altri studi medici come il tuo in città o che operano nella tua stessa zona? Come sono posizionati e quali servizi offrono?

Analizzare il tuo mercato di riferimento ti consente di sondare il terreno, di capire quale direzione far prendere alla tua attività e come poter aggiustare il tiro per distinguerti da chi svolge la tua stessa attività.

Individua il tuo target di riferimento

Operatori del settore, professionisti e specialisti, pazienti o strutture sanitarie? A chi ti rivolgerai?

Se hai uno studio odontoiatrico, ad esempio, e hai deciso di rivolgerti ai tuoi pazienti, dovrai porti alcune domande per definire al meglio il target a cui rivolgere la tua comunicazione sui social media. Definisci quanto più ti è possibile il tuo utente ideale (età, sesso, città di residenza, status sociale, interessi, preoccupazioni, patologie), effettuando ricerche online e utilizzando gli strumenti per le parole chiave per stilarne un identikit dettagliato.

Questa fase ti aiuterà a costruire una strategia su misura per il tuo target e a posizionarti correttamente nel tuo settore di riferimento.

Individua il bisogno primario del tuo target

Cosa cerca la tua audience? Di cosa ha bisogno? Qual è la problematica che dovresti tentare di risolvere?

Capire cosa preoccupa maggiormente i tuoi utenti è fondamentale per poter offrire un beneficio e una soluzione su misura che possa risolvere realmente i loro problemi.

Questo è un passo molto importante, da non trascurare, per la definizione della tua strategia, perché individuando la domanda potrai facilmente lavorare sull’offerta.

Renditi riconoscibile e lavora sulla tua presenza online

Quali sono i tuoi valori, le tue competenze, la tua filosofia? Qual è la tua etica professionale e cosa ti rende differente da altri professionisti del settore medico-sanitario?

Sui social media non dovrai soltanto farti trovare e mostrare i servizi che offri, ma anche far trasparire la tua identità e i tuoi valori. Trova il tuo tono di voce, distinguiti dagli altri utilizzando una comunicazione che mostri la tua personalità.

I social media devono essere lo specchio della tua brand identity.

Crea una relazione con la tua audience

Non basta esserci e apparire professionali, bisogna anche costruire relazioni. Interagisci e dialoga in modo sincero con la tua audience. Crea empatia e rispondi sempre alle domande online e ai commenti.

Questo ti aiuterà a smorzare la tensione della relazione medico-paziente e a comunicare in modo meno asettico, facendo capire agli utenti che c’è un uomo in carne ed ossa sotto gli abiti puramente professionali.

Lavora sui contenuti di valore e coinvolgi il tuo pubblico

Saper comunicare non è da tutti e, spesso, ci si dimentica che dietro a un monitor ci sono donne e uomini che desiderano ricevere informazioni utili e non essere bombardati da contenuti irrilevanti.

Pubblica soltanto contenuti che contano, che siano davvero rilevanti per chi ti ha deciso di seguirti. Se non sai da dove cominciare, Spidwitti consente di trovare e pubblicare contenuti davvero rilevanti per il tuo pubblico, che possano realmente coinvolgerlo e fidelizzarlo.

Promuovi la tua attività, i tuoi servizi o i tuoi prodotti attraverso i social media

Quali sono i tuoi obiettivi e quanto sei disposto ad investire per raggiungerli? Attraverso i social media puoi promuovere la tua attività creando campagne pubblicitarie davvero efficaci e in target.

Ti basterà impostare gli obiettivi a breve e a lungo termine, scegliere il budget da spendere per le tue sponsorizzate e aspettare di raggiungere nuovi utenti pronti a seguirti.

Gestisci e monitora la tua reputazione online

Hai pensato di chiedere ai pazienti che già ti seguono di lasciare una recensione sui tuoi canali social e di condividere un’opinione sincera sui servizi che hai offerto?

Questo è un ottimo modo per far capire a chi segue che la sua opinione conta davvero. Ricorda di monitorare le interazioni sui tuoi canali social e di rispondere a qualsiasi commento o recensione, anche a quelli negativi.

Sei pronto a mettere in pratica questi consigli?

Ora che sai quanto sia importante costruire una solida reputazione sia online che offline e aver fatto il pieno di consigli, non ti resta che iniziare a lavorare sulla tua strategia di marketing sanitario.

Ricorda di non limitarti a fornire informazioni. Nel settore medico è importante anche svolgere il ruolo di mentore. Impara ad essere una guida per i tuoi pazienti, a fornire un supporto concreto a chi naviga in rete alla ricerca informazioni e consigli per risolvere un problema specifico.

Se desideri trovare contenuti di valore per la tua attività di marketing sanitario sui social media e coinvolgere i tuoi pazienti creando post davvero interessanti e utili, ricorda che con Spidwit puoi trovare contenuti rilevanti e pubblicare post davvero interessanti per il tuo pubblico. Sì, sono pensati anche per settore medico-sanitario.

Up and Down

L’emergenza coronavirus ha messo in luce una tendenza che non ci poteva sfuggire in questa fase molto delicata, tra un marasma di dati, cifre e “informazioni” presenti ogni istante della nostre vite, tra media tradizionali, internet e social media e proprio analizzando questi valori su larga scala come dal blog Il Mio Diabete emerge quanto segue: Facebook è in calo in termini di accessi e visualizzazioni, con una perdita che si stima girare sul 20%, mentre è in ascesa del 30% Instagram del gruppo Zuckemberg. Twitter resta invariato mentre sale del 10% l’uso di Linkedin (il social professionale). Per quanto riguarda la messaggistica WhatsApp continua a perdere posizioni a discapito di Telegram.

Quali possono essere le ragioni di tali variazioni sul medio periodo? Facebook paga il fatto di essere statico nei contenuti e di essere diventato un’arena monotona di discussioni ripetitive, mentre Instagram domina grazie al potenziamento della raffigurazione, in ogni sua manifestazione, che spazia dall’estetica al soft porno e video in diretta con interazione più stories, con una offerta essenziale fatta per chi non ha voglia di perdere tempo.

Pertanto quando scegliamo di investire denaro per inserzioni pubblicitarie e campagne di marketing, teniamo conto di questi elementi, cercando di lavorare sui tempi della promozione (mai superiori alla settimana) per intercettare meglio i flussi di traffico sui social.

Facebook aggiunge nuovi strumenti per la diretta dal vivo: tra domanda e utilizzo in aumento

All’inizio di questa settimana, Facebook ha riferito di vedere livelli record di domanda per i suoi servizi in mezzo ai continui blocchi da COVID-19 in tutto il mondo. L’attività di messaggistica è aumentata del 50% su Messenger e WhatsApp, mentre l’uso di video live su Messenger è aumentato del 70%.

Un’altra area in cui Facebook ha visto un notevole aumento di interesse è Facebook Live. Secondo il capo dell’app principale di Facebook, Fidji Simo, il numero di persone negli Stati Uniti che guardano streaming live tramite Facebook Live è aumentato del 50% da gennaio.

Questi aumenti, ovviamente, hanno senso: più persone sono bloccate a casa, senza social outlet, quindi stanno passando alla prossima cosa più vicina, che è il video live e la messaggistica. E ora che le persone guardano a Facebook Live, Facebook sta cogliendo l’occasione per aggiungere altri strumenti all’opzione, sia per utenti regolari che per emittenti professionali, al fine di soddisfare la crescente domanda e rendere Facebook Live più utile, strumento utile per connettersi con un pubblico.

Ecco cosa è stato annunciato:

Prima di tutto, per i normali utenti di Facebook, il Social Network sta aggiungendo sottotitoli automatici, mentre offre anche una nuova opzione per le persone che possono ascoltare l’audio delle trasmissioni in diretta senza visualizzare il video, consentendo a coloro che hanno una capacità di dati inferiore di sintonizzarsi.

Facebook fornisce trasmissioni live solo audio dal 2016 , ma questa nuova opzione ha un’angolazione leggermente diversa, in quanto la trasmissione stessa sarà comunque audio e video, ma ogni singolo spettatore avrà la possibilità di ascoltare solo se lo desidera.

Ciò potrebbe rivelarsi utile anche per coloro che si trovano in luoghi pubblici (forse meno in questo momento, ovviamente), essenzialmente trasformando le trasmissioni di Facebook Live in podcast, in modo da poter ascoltare mentre sei in movimento, senza dover anche guardare lo schermo. Inoltre, Facebook consentirà anche alle persone che non dispongono di un account Facebook, o che sono disconnessi da Facebook, di visualizzare comunque i flussi di Facebook Live, massimizzando il potenziale di copertura delle trasmissioni in diretta.

Facebook offre anche nuove opzioni per la raccolta di fondi e flussi di beneficenza. Le emittenti live saranno ora in grado di generare numeri telefonici gratuiti all’interno della loro trasmissione, in modo che gli spettatori possano chiamare e contribuire allo streaming, mentre Facebook sta anche espandendo il suo processo di donazione  per consentire ai musicisti e alle istituzioni culturali di raccogliere fondi tramite Facebook Live. 

Facebook vede chiaramente Facebook Live come un ottimo mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle cause benefiche e sta lavorando per facilitarle con queste nuove aggiunte e opzioni, fornendo più modi alle persone di connettersi e contribuire. E per i musicisti, molti dei quali si basano su eventi e funzioni dal vivo, Facebook Live potrebbe fornire un’altra strada per generare un certo livello di reddito in questa fase di quarantena globale.

Ma le principali aggiunte di Facebook Live sono per i gestori di pagine e / o le emittenti professionali. Facebook sta inoltre lanciando un nuovo strumento chiamato Live Producer , che è una dashboard aggiornata e più pulita per la gestione delle trasmissioni in diretta, inclusi nuovi strumenti più semplici per lo streaming tramite tool di acquisizione e telecamere di terze parti e la connessione tramite l’API Live di Facebook, sebbene tutti I gestori di pagine possono anche usarlo per connettersi con normali telecamere e apparecchiature audio.

Facebook ha anche aggiunto un’utile nuova opzione “Crea una clip”, che, quando viene cliccata, creerà un video separato degli ultimi 60 secondi della trasmissione in diretta, mentre sei ancora in diretta e senza interrompere lo streaming. Puoi quindi condividere la clip in un aggiornamento separato per promuovere il tuo stream e aumentarne l’interesse.

Facebook sta inoltre testando una nuova opzione di sovrapposizione grafica in Producer. Non è ancora disponibile per tutti, ma l’obiettivo è consentire ai creatori di aggiungere sovrapposizioni visive alle loro trasmissioni in diretta, migliorando la qualità della trasmissione.

L’opzione si estende anche ad altre funzioni, oltre alla semplice visualizzazione di marchi e nomi:

“Con Graphics, gli editori possono evidenziare e aggiungere i commenti degli spettatori direttamente sullo stream del video o inviare sondaggi al pubblico e visualizzare i risultati in tempo reale. Include anche una varietà di overlay che gli editori possono creare prima di andare online o al volo , come nomi, ticker e presentazioni a schermo intero “.

Queste sono alcune aggiunte significative per Facebook Live e, sebbene non siano ancora disponibili per gli streamer regolari, immagina che, ad un certo punto, Facebook li estenderà, il che potrebbe fornire più modi per rendere le tue trasmissioni in diretta migliori e generare più coinvolgimento.

Naturalmente, ci sono opzioni e strumenti di sondaggio esistenti in Facebook Live che potresti prendere in considerazione, ma questi nuovi strumenti consentono una maggiore personalizzazione – e, soprattutto, il branding, che può aiutarti a costruire la tua presenza tramite Live. 

E data la rinascita dei Live, Facebook spera di portare quella popolarità oltre l’attuale periodo di blocco, soddisfacendo la crescente domanda e utilizzo – e idealmente, creando un nuovo ecosistema Facebook Live che consente ai nuovi creatori di prosperare e porta più spettatori a l’opzione. L’obiettivo principale di questi strumenti, almeno per gli utenti regolari, è quello di facilitare flussi di beneficenza e fornire opzioni per gli artisti, ma gli strumenti pro susciteranno anche interesse, con un numero maggiore di aziende che cercano di attirare quel vasto pubblico dal vivo.

Con gli utenti che si rivolgono sempre più a strumenti come Live per connettersi, ciò potrebbe facilitare le nuove tendenze digitali che si aggrappano a lungo nel futuro, quindi sicuramente vale la pena prestare attenzione ai cambiamenti attuali e notare dove vanno da qui.

La nuova interfaccia di Live Producer è accessibile qui , con moderazione dei commenti e ritaglio disponibili da oggi. Facebook afferma che le sue nuove opzioni grafiche saranno rese disponibili a tutti “entro la fine dell’anno”.