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Il prezzo della popolarità: come gestire la cacofonia sui profili social

Ormai pochi leggono i giornali, e tutti leggono su Internet qualsiasi cosa, senza preoccuparsi della fonte. In genere leggono solo i titoli, e questo gli basta, tant’è che viviamo in un’epoca definita della “post-verità”. Proliferano i creatori di bufale, le quali vengono immediatamente condivise da milioni di persone sui social network, e diventano verità anche quando sono palesemente inventate e sempre a scopo di lucro o per motivi ideologici, per colpire nemici politici o ottenere visualizzazioni da trasformare in denaro. A stupire è la facilità con cui la gente è propensa a credere a una notizia inventata, e quanto sia invece diffidente verso una notizia vera, forse perché la seconda necessita di uno sforzo in più, come quello di documentarsi un minimo.

Pertanto, la dinamica dello scemo da internet è molto semplice e banale nella sua ricaduta pratica: non appena vede un post, pagina, profilo con almeno 50 like o 100 seguiti si addentra e comincia a mettere segni identificativi di la faccina che ride su temi tristi o di un certo livello, o commenti fuori luogo, che riportano come il contenuto sia una balla, una truffa ecc.

Cosa fare allora in questi casi? Semplice: si blocca, banna “l’utente” e si cancella il contenuto.

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