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Come predisporre al meglio un piano editoriale sui social media

Un piano editoriale sui social media è pensato infatti per perseguire obiettivi di diverso tipo: ecco alcuni esempi.

Spesso rimaniamo ammirati della capacità che alcuni brand hanno nel commentare, con ironia e tempestività, ciò che accade nella cronaca e nella politica ed immaginiamo che il social media manager sia un po’ come un artista che tira fuori il coniglio dal proprio cilindro.

Anche le testate editoriali che di mestiere raccontano l’attualità non possono però limitarsi a pubblicare notizie, ma debbono – nel rispetto della diversità di linguaggi e contenuti che prevalgono sui social media- coniugare l’informazione con la curiosità, la breaking news con l’aneddoto storico. Chi segue la pagina Facebook del Post ne è consapevole. Il tempo presente deve sempre essere accostato al “tempo di Internet” e intessere questi due fili rendono possibile quella trama che è data dal “piano editoriale”.

Un piano editoriale sui social media è pensato infatti per perseguire obiettivi di diverso tipo:

  • di lungo periodo: affermare un marchio, aumentare le visite al sito, trovare nuovi interlocutori, creare una community …
  • di medio periodo: preparare il terreno ad un evento, lanciare un prodotto, …
  • di breve periodo: commentare l’attualità, non solo dell’azienda, e presentare la sua offerta.

In ragione degli obiettivi, è dunque opportuno definire:

  • le buyer personas alle quali rivolgersi;
  • le piattaforme social scelte;
  • una promessa, offerta a follower e utenti;
  • uno o più caratteri (veri o fittizi, interni o esterni all’organizzazione) i cui profili social produrranno un’attività editoriale coordinata o che verranno coinvolti dal suo sviluppo;
  • – un tono di voce, con il quale presentare i propri contenuti;
  • – un linguaggio da adottare (didascalico, aneddotico, motivazionale, …);
  • – la tipologia di contenuti da includere coerenti con la promessa fatta ai follower ed inerenti l’attività dell’azienda, fissi perchè ricorrenti e fluidi perchè debbono tenere conto dal contesto organizzativo e sociale; 
  • le criticità a cui si espone il fianco ed il flusso informativo e decisionale per gestirli;
  • l’indicazione dei contenuti che saranno sponsorizzati

Realizzare un piano editoriale attraverso un palinsesto condiviso (in excel o in calendar) favorisce il confronto con il committente e gli attori coinvolti ed aiuta in ultima istanza il lavoro di tutti e il successo del progetto.

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